Caratteristiche. L’uva Vespaiola è una varietà autoctona, coltivata unicamente nel territorio di Breganze. Deve il suo nome alla particolare attrazione esercitata sulle vespe e sulle api, sedotte dal suo profumo e dall’alto tenore degli zuccheri. Matura tardi e solitamente si vendemmia nella seconda metà di Settembre. Il vino Vespaiolo presenta colore giallo paglierino con riflessi verdolini, ha un profumo di buona intensità con sentori di frutta matura e mandorla. In bocca l’elemento predominante è la freschezza, dato dalla naturale acidità della varietà. Il Vespaiolo presenta generalmente una buona persistenza aromatica e un’interessante predisposizione all’invecchiamento. Dopo un paio d’anni assume al naso sentori di mela cotogna e gradevoli note minerali.
Origine Storica. Chi abbia portato, e da dove, l’uva Vespaiola a Breganze rimane ancora un mistero. Probabilmente furono i monaci Benedettini che si muovevano dall’Italia centrale verso il nord nel Quattordicesimo secolo. Di certo la sua diffusione è stata legata alla presenza nei secoli successivi delle residenze estive dei nobili veneziani, sui cui banchetti finivano i vini migliori. Trascurata dalle cronache ufficiali per alcuni secoli, il riscatto della Vespaiola inizia nel 1968 con il riconoscimento della DOC Breganze (una tra le prime in Italia) che la inserisce tra le varietà tutelate.
A tutela della tipicità. L’impegno della Cantina Beato Bartolomeo è quello di preservare le caratteristiche peculiari del Vespaiolo. La vinificazione prevede così una macerazione a contatto con le bucce ad una temperatura di 4/5° per 16 ore: conferisce al vino un colore giallo paglierino più intenso e garantisce l’estrazione dei Terpeni, sostanze aromatiche che danno maggiore complessità gusto-olfattiva. Viene esclusa la fermentazione malolattica che snaturerebbe le caratteristiche del vino, ma si prevede invece al termine della fase fermentativa una sosta sulle fecce fini per due mesi con frequenti batonage operati senza il contatto con l’aria. Questo affinamento crea volume in bocca e struttura al vino.
Abbinamenti: Baccalà e Asparagi. Il Vespaiolo si può considerare uno dei vini simbolo del Vicentino. Un’identità rafforzata dall’abbinamento con due tra i piatti più tipici della gastronomia locale: uova e asparagi di Bassano; bacalà alla vicentina. Asparagi e Vespaiolo è anche il nome dato ad una rassegna gastronomica che si tiene ogni anno in primavera in numerosi ristoranti della provincia, mentre il Vespaiolo è l’abbinamento più classico indicato dalla Venerabile Confraternità del Bacalà alla Vicentina. In entrambi i casi l’accostamento si basa sulla contemporanea presenza di una buona struttura e di una spiccata acidità del Vespaiolo: la prima accompagna i gusti decisi, la seconda contrasta l’untuosità dei condimenti.