Il Torcolato

L'origine. Di Vin Dolze a Breganze parla nel 1610 Andrea Scoto in un libro intitolato “Itinerario”. Viene prodotto già allora con l’uva Vespaiola, il cui nome si deve alla particolare attrazione esercitata dai suoi acini sulle vespe, inebriate dal profumo e dalla particolare dolcezza. Da sempre a Breganze i grappoli più sani e più spargoli (aperti) di Vespaiola vengono messi da parte e attorcigliati con degli spaghi (da cui il nome: attorcigliato, intorcolato) per essere appesi alle travi delle soffitte.

La produzione. I grappoli restano in appassimento per almeno cinque mesi nelle soffitte (tradizionalmente le stanze più asciutte delle case) oggi sostituite da appositi fruttai. A gennaio, quando l’appassimento è completato, le uve vengono pressate direttamente con un torchio ottenendo un succo particolarmente denso e dolce, ma rese molto limitate. La fermentazione  impiega oltre cento giorni e si arresta lasciando al vino un generoso residuo zuccherino. Per essere consumato il Torcolato necessita però ancora di due anni di affinamento in piccole botti di rovere e di acacia e una sosta in bottiglia.

Un vino unico. Luigi Veronelli lo indicava come “un dolce non dolce” ed è questa la definizione che meglio descrive la peculiarità del Torcolato, dove l’indubbia dolcezza è bilanciata da una straordinaria freschezza: in bocca le componenti si fondono armonicamente lasciando una piacevole sensazione di pulizia, già dopo il primo sorso. Mai stucchevole, il Torcolato permette sempre nuovi e affascinanti matrimoni di sapori.

In degustazione. Dal colore dell’oro, il Torcolato presenta profumi intensi di miele, frutta matura, come uva passa, albicocca disidratata, fico, note di vaniglia e mandorle dolci. In bocca è avvolgente, morbido e al tempo stesso fresco. È molto intenso e persistente, riproponendo nel retrogusto tutte le sensazioni aromatiche incontrate all’olfatto.

Gli abbinamenti. Il Torcolato si gradisce con pasticceria secca, dolci di credenza come biscotti o dolci con mandorle. Ma è nell’abbinamento con il salato che regala le soddisfazioni più grandi: con formaggi stagionati ed erborinati, con piatti a base di fegato e fois gras. I più curiosi lo possono provare anche con crostacei dolci e aragoste.